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Raccolta firme iniziativa Referendum Giustizia Giusta

Pubblicata il 09/07/2021

Raccolta firme iniziativa Referendum Giustizia Giusta
con sei quesiti così riassunti (in calce i quesiti per intero):
 
  1. RIFORMA DEL CSM
(Stop allo strapotere delle correnti)
  1. RESPONSABILITÀ DIRETTA DEI MAGISTRATI
(Più tutele per i cittadini: chi sbaglia, paga)
  1. EQUA VALUTAZIONE DEI MAGISTRATI
(I magistrati non posso essere controllati solo da altri magistrati)
  1. SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI MAGISTRATI
(Stop alle porte girevoli per ruoli e funzioni)
  1. LIMITI AGLI ABUSI DELLA CUSTODIA CAUTELARE
(Per una giustizia giusta e un equo processo, per tutti)
  1. ABOLIZIONE DECRETO SEVERINO
(Più tutele per sindaci e amministratori)
 
 
(Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 132 del 04.06.2021)
Comitato promotore Referendum Giustizia Giusta.
 
 
Le firme si raccolgono fino al
30 settembre 2021
presso:
Ufficio Elettorale presso i Servizi demografici
Piazza Castello 18- Noale
Si prega la S.V. di presentarsi munita del documento d’identità. 
 
 
 
 
  • RIFORMA DEL CSM: “Volete Voi che sia abrogata la Legge 24 marzo 1958, n. 195 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento del Consiglio superiore della Magistratura), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: articolo 25, comma 3, limitatamente alle parole “unitamente ad una lista di magistrati presentatori non inferiore a venticinque e non superiore a cinquanta. I magistrati presentatori non possono presentare più di una candidatura in ciascuno dei collegi di cui al comma 2 dell’articolo 23, né possono candidarsi a loro volta”?;
 
  • RESPONSABILITÀ DIRETTA DEI MAGISTRATI: “Volete Voi che sia abrogata la Legge 13 aprile 1988, n. 117 (Risarcimento dei danni cagionati nell’esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad essa successivamente apportate, limitatamente alle seguenti parti: art. 2, comma 1, limitatamente alle parole “contro lo stato”; art. 4, comma 2, limitatamente alle parole “contro lo Stato”; art. 6, comma 1, limitatamente alle parole “in sede di rivalsa”; art. 16, comma 4, limitatamente alle parole “di rivalsa ai sensi dell’articolo 8”?;
 
  • EQUA VALUTAZIONE DEI MAGISTRATI: “Volete Voi che sia abrogato il Decreto Legislativo 27 gennaio 2006, n. 25 (Istituzione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e nuova disciplina dei Consigli giudiziari, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera c) della Legge 25 luglio 2005 n. 150), risultante dalla modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alle seguenti parti: art. 8, comma 1, limitatamente alle parole “esclusivamente” e “relative all’esercizio delle competenze di cui all’articolo 7, comma 1, lettera a); art. 16, comma 1, limitatamente alle parole: “esclusivamente” e “relative all’esercizio delle competenze di cui all’articolo 15, comma 1, lettere a), d) e e)”?;
 
  • SEPARAZIONE DELLE CARRIERE DEI MAGISTRATI: “Volete Voi che siano abrogati (…..);
 
  • LIMITI AGLI ABUSI DELLA CUSTODIA CAUTELARE: “Volete Voi che sia abrogato il decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 447 (Approvazione del codice di procedura penale), risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: articolo 274, comma 1, lettera c), limitatamente alle parole “o della stessa specie di quello per cui si procede. Se il pericolo riguarda la commissione di delitti della stessa specie di quello per cui si procede, le misure di custodia cautelare sono disposte soltanto se trattasi di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quatroo anni ovvero, in caso di custodia cautelare in carcere, di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni nonché per il delitto di finanziamente illecito dei partiti di cui all’articolo 7 della legge 2 maggio 1974, n. 195 e successive modificazioni.”?;
 
  • ABOLIZIONE DEL DECRETO SEVERINO: “Volete Voi che sia abrogato Decreto Legislativo 31 dicembre 2012, n. 235 (Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell’articolo 1, comma 63 della legge 6 novembre 2012, n. 190)”?.
 
NORMATIVA DI RIFERIMENTO
 
Legge 24 marzo 1958, n. 195
(Norme sulla costituzione e sul funzionamento del Consiglio superiore della Magistratura)
 
Art. 25, comma 3: “Entro venti giorni dal provvedimento di convocazione delle elezioni devono essere presentate all'ufficio centrale elettorale le candidature, mediante  apposita  dichiarazione con firma autenticata dal Presidente del tribunale nel cui circondario il magistrato esercita le sue funzioni unitamente ad una lista di magistrati presentatori non inferiore a venticinque e non superiore a cinquanta. I magistrati presentatori non possono presentare più di una candidatura in ciascuno dei collegi di cui al comma 2 dell'articolo 23, nè possono candidarsi a loro volta. Dalla predetta dichiarazione deve risultare anche, sotto la responsabilità del candidato, che non sussiste alcuna delle cause di ineleggibilità di cui all'articolo 24.”
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Legge 13 aprile 1988, n. 117
(Risarcimento dei danni cagionati nell’esercizio
delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati)
 
Art. 2, comma 1: “Chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento  giudiziario  posto in essere dal magistrato con dolo o colpa grave nell'esercizio delle sue funzioni ovvero per diniego di giustizia può agire contro lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali.”
 
Art. 4 comma 2: “L'azione di risarcimento del danno contro lo Stato può essere esercitata soltanto quando siano stati esperiti i mezzi ordinari di impugnazione o gli altri rimedi previsti avverso i provvedimenti cautelari e sommari, e comunque quando non siano più possibili la modifica o la revoca del provvedimento ovvero, se tali rimedi non sono  previsti, quando sia esaurito il grado del procedimento nell'ambito del quale si e' verificato il fatto che ha cagionato il danno. La domanda deve essere proposta a pena di decadenza entro ((tre anni)) che decorrono dal momento in cui l'azione è esperibile.”
 
Art. 6 comma 1: “Il magistrato il cui comportamento, atto o provvedimento rileva in giudizio non può essere chiamato in causa ma può intervenire in ogni fase e grado del procedimento, ai sensi di quanto disposto dal secondo comma dell'articolo 105 del codice di procedura civile. Al fine di consentire l'eventuale intervento del magistrato, il presidente del tribunale deve dargli comunicazione del procedimento almeno quindici giorni prima della data fissata per la prima udienza.”
 
Art. 16 comma 4: “Nei casi previsti dall'articolo 3, il magistrato componente l'organo giudiziario collegiale risponde, altresì, in sede di rivalsa, quando il danno ingiusto, che ha dato luogo al risarcimento, è derivato dall'inosservanza di obblighi di sua specifica competenza.”
 
Art. 16 comma 5: “Il tribunale innanzi al quale è proposta l'azione di rivalsa ai sensi dell'articolo 8 chiede la trasmissione del plico sigillato contenente la verbalizzazione della decisione alla quale si riferisce la dedotta responsabilità e ne ordina l'acquisizione agli atti del giudizio.”
 
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Decreto Legislativo 27 gennaio 2006, n. 25
(Istituzione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione
e nuova disciplina dei Consigli giudiziari, a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera c)
 della Legge 25 luglio 2005 n. 150)
 
Art. 8, comma 1: “I componenti avvocati e professori universitari, anche nella qualità di vice presidenti, partecipano esclusivamente alle discussioni e deliberazioni relative all'esercizio delle competenze di cui all'articolo 7, comma 1, lettere a) e d).”
 
Art. 16, comma 1: “ I componenti designati dal consiglio regionale ed i componenti avvocati e professori universitari, anche nella qualità di vice presidenti, nonche' il componente rappresentante dei giudici di pace partecipano esclusivamente alle discussioni e deliberazioni relative all'esercizio delle competenze di cui all'articolo 15, comma 1, lettere a), d) ed e).”
Decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 447
(Approvazione del codice di procedura penale)
 
Art. 274, comma 1, lettera c): “quando, per specifiche modalita' e circostanze del fatto e per la  personalità della persona sottoposta alle indagini o dell'imputato, desunta da comportamenti o atti concreti o da suoi precedenti penali, sussiste il concreto ((e attuale)) pericolo che questi commetta gravi delitti con uso di armi o di altri mezzi di violenza personale o diretti contro l'ordine costituzionale ovvero delitti di criminalità organizzata o della stessa specie di quello per cui si procede. Se il pericolo riguarda la commissione di delitti della stessa specie di quello per cui si procede, le misure di custodia cautelare sono disposte soltanto se trattasi di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni ovvero, in caso di custodia cautelare in carcere, di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni ((nonchè per il delitto di finanziamento illecito dei partiti di cui all'articolo 7 della legge 2 maggio 1974, n. 195, e successive modificazioni)). ((Le situazioni di concreto e attuale pericolo, anche in relazione alla personalità dell'imputato, non possono essere desunte esclusivamente dalla gravità del titolo di reato per cui si procede)).”
 
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Decreto Legislativo 31 dicembre 2012, n. 235 (
Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell’articolo 1, comma 63 della legge 6 novembre 2012, n.

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