Cos'è
L’ETERNO RITORNO
RITI PROPIZIATORI IN VENETO
Emanuele Scicolone
NOALE
Mostra fotografica - Palazzo della Loggia
3, 4, 10, 11, 17 e 18 gennaio 2026
Città di Noale
Pro Loco Noale
tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri - G.Mahler
Riti propiziatori in Veneto: a Noale in mostra gli scatti di Emanuele Scicolone
Ha girato il Veneto per fotografare con la sua Leica a pellicola roghi solstiziali, riti arborei, carnevali alpini, sposalizi col mare, transumanze, dalle Dolomiti alla Laguna, dalle campagne alle colline. Gli scatti fotografici in bianco e nero, poi stampati in camera oscura, hanno dato origine ad una mostra che approda a Noale in occasione della Pirola Parola, uno dei riti fotograti da Emanuele Scicolone. Intitolata “L’eterno ritorno. Riti propiziatori in Veneto”, l’esposizione, organizzata dalla Pro Loco con l’egida della Città di Noale, sarà inaugurata sabato 3 gennaio 2026 alle ore 16.30 presso le sale espositive di Palazzo della Loggia.
Scicolone, fotografo di Selvazzano, ha preso spunto per questo viaggio nel tempo dal saggio di Mircea Eliade, storico delle religioni e antropologo, dal titolo “Il Mito dell’Eterno Ritorno”, in cui gli analizza come il rito metta in contatto Presente e Passato in quanto rinnova un primo atto compiuto dagli antenati: queste origini mitiche lo rendono divino.
“Questo progetto fotografico – spiega Scicolone - è una profonda ricerca antropologica sulle origini dei primi culti umani, in particolare quello del sole, quando vigeva un paganesimo i cui riti ruotavano attorno a Equinozi e Solstizi e alla ciclicità delle stagioni, dunque ai momenti chiave della vita agricola, e quello della luna, ancora più antico. Il Veneto è sempre stato un territorio fortemente improntato sull'agricoltura, in cui tutto ruotava attorno alla vita nei campi. Tradizioni come i Filò ‐ quando le famiglie si ritrovavano nelle stalle per scaldarsi nelle gelide notti invernali e venivano raccontate storie di Anguane, Salbanelli e altre creature magiche ‐ si sono perse per sempre e sono lentamente scivolate nelle rievocazioni folcloristiche, dunque. Mia intenzione era documentare questa cultura millenaria legata a riti propiziatori della vita rurale per creare una memoria storica”. Un obiettivo condiviso con molte Pro Loco, tra cui quella di Noale, che mantengono in vita questi riti.
La mostra rimarrà aperta sabato 3, 10 e 17 e domenica 4, 11 e 18 gennaio, il sabato dalle 15.00 alle 19.00, la domenica anche al mattino dalle 10.00 alle 12.00.